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Una decisione che penalizza tanti cittadini italiani alle prese con un problema bello e buono. Già dal mese di ottobre (dopo il sì del decreto riguardante la riforma fiscale) come riporta laleggepertutti.it, il Governo ha deciso di abolire le richieste per rateizzare le sanzioni applicate da Equitalia riguardo il fermo amministrativo dell’automobile. In poche parole, se il cittadino in questione presenta domanda per rateizzare il pagamento del mezzo, malgrado l’autorizzazione da parte di Equitalia, non potrà usare lo stesso veicolo. Fino a poco tempo fa, ricordiamolo, lo “sblocco” dell’automobile (o qualsiasi altro mezzo) avveniva subito dopo il pagamento della prima rata della sanzione.

Tutto questo porta a una conclusione non proprio piacevole per i contribuenti per un semplice motivo. Considerando che la maggior parte dei cittadini chiede una dilazione “dell’ammenda” in 72 rate, ci vorranno ben sei anni prima di “riprendere” l’auto interessata. Dunque, a “pagare” totalmente saranno i cittadini italiani anche perché esistono casi dove i contribuenti vedono il proprio mezzo “bloccato” dopo due mesi o, anche, dopo anni. Le modifiche introdotte dal Decreto legge 159/15, comunque, sono le seguenti: “539-bis. La reiterazione della dichiarazione di cui al comma 538 non e’ ammessa e, in ogni caso, non comporta la sospensione delle iniziative finalizzate alla riscossione”.

La proposta di stop al fermo amministrativo dell’auto sbarca in Parlamento

Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa decisione, come affermato da Alessando Ciolfi vice presidente nazionale di Confedercontribuenti che, attraverso una nota, dichiara: “Il fermo amministrativo di Equitalia come abbiamo più volte dichiarato, è una pratica anti economica per lo Stato che non incassa più il bollo auto, oltre a rischiare che il debitore anziché pagare, acquisti una nuova automobile intestandola ad un altro nominativo. In questo modo Equitalia si troverà a dover poi eventualmente vendere dopo anni, automobili all’asta di valore quasi nullo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Senatore Giuseppe Vacciano che lunedì scorso ha portato in Commissione Finanze e tesoro la proposta di sospensione. “La norma proposta prevede che una volta concessa e pagata la prima rata, tutti i debitori potranno neutralizzare gli effetti del fermo amministrativo, chiedendo a Equitalia di prestare il proprio assenso all’annotazione della sospensione al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico), per consentire di circolare con il mezzo fermato”. Lo stesso Ciolfi aveva apprezzato questa proposta “di modifica che coglie in pieno le proposte della nostra organizzazione e che risolve tanti problemi per i contribuenti e per l’erario stesso”.