10 Hours of Walking in NYC as a Lamborghini

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“10 Hours of Walking in NYC as a Lamborghini”. Allen Wong, giovane milionario statunitense, creatore di una nuova generazione di applicazioni che mirano al rapporto diretto con gli users e a fornire contenuti esclusivi, accende la sua Lamborghini Aventador da 410 mila dollari, installa due videocamere e segue il progetto a stelle e strisce dello “Stop Harassment”, cioè una campagna contro le molestie rivolte a donne, uomini e in questo caso alle supercar.

Il progetto lanciato negli States e poi esteso ad altri Paesi è stato proposto da un’associazione che lotta ogni giorno per frenare la violenza e le molestie sessuali chiamata Hollaback . Quest’ultima ha deciso di prendere una ragazza qualunque, Shoshana B. Roberts, che si è prestata all’esperimento mentre camminava per le strade della Grande Mela. La giovane, vestita con una semplice maglietta scura, jeans e scarpe da ginnastica, filmata grazie ad una telecamera nascosta dal regista Rob Bliss, per 108 volte e’ stata oggetto di attenzioni indesiderate da parte degli uomini che incrociava: commenti, occhiate, fischi, inviti, fino ad essere seguita per qualche minuto. Il tutto mentre Roberts continuava a camminare in silenzio.

La molestia è il cancro della nostra società, essa può nascere da un semplice ammiccamento, un’occhiatina, un fischio, ma è facile superare il confine dell’azione lecita, che spesso si converte rapidamente in un insulto o in una frase offensiva nata dall’ignoranza, dalla gelosia, dal pregiudizio.
Non è un caso che il giovane Allen Wong abbia voluto dimostrare come la molestia, il fastidio, possa insinuarsi in ogni ambito e possa essere rivolta non solo alle donne, ma anche ad oggetti inanimati, in questo caso le auto, non auto qualunque ma veri e propri bolidi da “sfoggio cittadino”.
Lamborghini Aventador significa top della gamma, significa fior fior di denaro, e quando giri per le strade di New York con un bolide del genere le opzioni sono due: o sei uno sportivo che tiene una mazza da baseball in mano, un pallone da football sotto braccio, sei un campione NBA oppure sei un giovane rampollo che ha saputo gestire bene il suo denaro facendolo fruttare con un’idea innovativa e con tanta, tanta voglia di fare. Ma questo non è sufficiente a cancellare l’idea che la gente si fa di te quando giri con una “Lambo”. Complimenti, strette di mano, diventi l’ idolo delle masse, tutti vogliono conoscerti, tutti vogliono sapere cosa hai fatto della tua vita per ottenere tanto, ma quando si insinua l’invidia…

Lamborghini Aventador Azure Blue di Allen Wong
Lamborghini Aventador Azure Blue di Allen Wong

Allen accende la Lamborghini Aventador, inizia a girare per le strade di New York e osserva le reazioni dei passanti alla vista della sua vettura: qualcuno lo avvicina, qualcun altro si sbilancia in complimenti sulla macchina o sul suo conducente, uno lo scongiura di non andarsene perchè non è riuscito a scattare una fotografia, una coppia addirittura inizia una sorta di pedinamento in autostrada a bordo di un’altra supercar. Allen prova anche a scendere dalla macchina, ma in un istante la sua Lambo è assalita da una folla di curiosi. L’episodio più significativo si verifica a distanza di pochi giorni da una sosta in un gas station per fare rifornimento: un poliziotto si apposta dietro al distributore “di fiducia” di Allen e, dopo averlo atteso, attiva le sirene della sua auto per un controllo… solo perchè sta guidando una Lambo.
In dieci ore di ripresa video lo stesso tipo di HARASSMENT si è verificato nei confronti non di una donna, ma nei confronti di un’auto, di una persona avente il diritto di guidare l’auto che preferisce, di un giovane Allen Wong che viene continuamente “stalkerato” disturbato, molestato, solo perchè ha un’auto da migliaia di dollari. Il difetto non è di Allen, il difetto non è della Lambo, il difetto è delle persone invidiose, curiose, che prima di pensare ai propri averi pensano al guadagno altrui, che “vorrebbero ma non possono”, e quando una cosa è inaccessibile allora l’uomo trova ogni mezzo per raggiungerla, per toccarla, averla per sè anche solo per un attimo, ed è proprio lì che si insinua la molestia, è proprio lì che si insidia l’harassment.

“JUST BECAUSE A CAR LOOKS A CERTAIN WAY, IT DOESN’T MEAN THAT IT’S OK TO HARASS IT. PLEASE HELP SPREAD THE MESSAGE. END THE STREET HARASSMENT OF NICE CARS”.

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