Abolizione bollo auto: perché no, perché si. E c’entrano anche i veicoli storici

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Foto: ANSA/FRANCO SILVI

La notizia della possibile abolizione del bollo auto ha, ormai, fatto il giro del web. Il premier Matteo Renzi, infatti, vorrebbe eliminare la vecchia tassa di circolazione tanto odiata dagli italiani, specialmente da quelli che possiedono un veicolo. Una decisione che, se venisse confermata, sarebbe accolta con una certa soddisfazione da quei cittadini vessati, ogni giorno, da imposte di qualsiasi tipo. Fonti governative, come riporta il sito Today.it, avrebbero affermato che l’abolizione del bollo avverrà “forse già nella prossima legge di Stabilità e comunque entro la fine della legislatura”.

PERCHÉ’NO
Facendo dei brevi calcoli, però, si scopre che non è tutto oro quello che luccica. Il bollo auto, infatti, vale per le Regioni italiane circa 5,9 miliardi di euro. Una somma altissima che assicura alle varie Amministrazioni italiane una bella boccata d’ossigeno, specialmente in questo periodo di crisi economica. Massimo Garavaglia, coordinatore degli assessori al bilancio per la Conferenza delle Regioni, spiega come la già menzionata “copra il 30% della parte del bilancio non sanitario della Regione”. Un dato che potrebbe portare all’abolizione del bollo auto, con conseguente aumento di altre tasse.

PERCHÉ’ SI
Tuttavia, oltre a questi possibili svantaggi che si ripercuoterebbero sui cittadini, esistono anche dei benefici per quest’ultimi. Il dubbio principale, così, si baserebbe su una domanda specifica “Come faranno le Regioni a rimpiazzare questa mancata fonte di guadagno?”. Secondo alcuni, il Governo rimborserà il tutto come avvenuto con Imu e Comuni, anche perché il Presidente della Conferenza delle Regioni risponde al nome e cognome di Stefano Bonaccini, uomo di fiducia di Matteo Renzi. I possessori di un veicolo, così, andrebbero a risparmiare in media circa 106 euro all’anno, sicuramente una somma importante che non graverebbe più sulla maggior parte degli italiani. Allo studio, anche, l’eliminazione di alcune imposte sul passaggio di proprietà, mentre sul superbollo non si hanno notizie.

BOLLO VEICOLI STORICI: IL GOVERNO POTREBBE RIPENSARCI
Su un’altra questione, quella sul bollo veicoli storici, è intervenuto Salvatore Moretto, direttore del Servizio Gestione Tasse Automobilistiche dell’Aci che, ad askanews.it, ha dichiarato: “Appaiono evidenti i nodi da sciogliere e il primo riguarda l’esigenza di stabilire al più presto nuovi criteri di individuazione di un’auto storica perché oggi, in Italia, oltre 4,6 milioni di veicoli hanno più di venti anni di età ed è folle pensare che tutti possano avere valenza storica”. Insomma, il Governo potrebbe rivedere la sua posizione, trovando un’altra soluzione che possa fare comodo a tutti i proprietari di mezzi storici ultraventennali (dai 20 ai 29 anni di età).

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