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Agevolazioni bollo auto storiche: il flop della petizione

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Credits: Daniel Nanescu/splitshire

Che fine ha fatto la petizione per semplificare il bollo per i veicoli ultraventennali? Una domanda che trova immediatamente risposta nel sostantivo flop, anche per quello che si è visto nell’ultimo periodo. Nei mesi scorsi, ricordiamo, gli appassionati di mezzi storici avevano tentato l’ultima carta per ottenere nuovamente le agevolazioni riguardanti il bollo da “applicare” sui propri veicoli “datati”. La Legge di stabilità, approvata nel dicembre 2014, ha praticamente abolito i privilegi per tutti i proprietari di veicoli con meno di 30 anni di età che, in base alla norma, dovranno pagare il bollo senza nessun sconto. Così, alla fine dello scorso anno, attraverso il sito Change.org, un gruppo di appassionati si era rivolto direttamente al Premier Matteo Renzi e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, proprio per avere la tassa di circolazione in forma ridotta. Ecco il testo integrale della richiesta che, ancora oggi, si può leggere sul sito citato poc’anzi.

“Migliaia di appassionati di veicoli storici devono pagare una iniqua tassa sulla proprietà (la stessa che si paga per i veicoli nuovi) per veicoli ventennali mantenuti in vita per pura passione e per fare pochi chilometri ogni anno. Nonostante la decisione di molte Regioni di mantenere una tassa ridotta per questi veicoli sia mantenendo leggi già esistenti sia approvandone di nuove, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha mantenuto la sua decisione di far abrogare tali leggi. Per molti appassionati di veicoli storici questa decisione inevitabilmente comporterà la radiazione del veicolo o l’esportazione all’estero del veicolo stesso. L’Italia perderà un patrimonio e tutto l’indotto che ne deriva dal mercato delle riparazioni e dei ricambi ne subirà le perdite conseguenti. Il vantaggio che avrà l’erario per l’incasso dei bolli su tali veicoli sarà probabilmente inferiore alle perdite che deriveranno dalla mancata tassazione sul mercato dei ricambi e sui posti di lavoro. Chiediamo che il governo consenta alle Regioni di approvare tasse di circolazione ridotte per i veicoli ventennali salvaguardando così quei veicoli per i quali i proprietari avevano già ottenuto esenzioni in base alle leggi precedenti impedendo così la distruzione di un patrimonio storico italiano”.

Un messaggio chiaro, forse troppo, che, a sorpresa, non ha incontrato un grande successo. Pensate, ad oggi, sono stati solo 411 i firmatari della petizione (qui si può notare il dato). Un flop non annunciato che, purtroppo, fa capire lo scoramento degli appassionati, ormai costretti a ottemperare al pagamento del bollo sui veicoli denominati storici. Una scelta da parte del Governo che, di fatto, ha dato una spallata negativa all’intero settore veicolare. Di questo passo, dove andrà a finire?

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