Alfa Romeo: i cosiddetti “Alfisti” racchiusi in una pagina

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Foto tratta dalla pagina Facebook "Alfisti"

I social network, specialmente nel terzo millennio, sono divenuti fondamentali in tutto e per tutto. Rispetto a qualche anno fa, ormai, per leggere notizie interessanti basta essere iscritto a Facebook, Twitter e altro e farsi un’idea. Non tutti, però, fanno della buona informazione la loro arma migliore, anche perché per un click si inventano indiscrezioni più assurde che, in alcuni casi, mandano nel “panico” i cittadini. Per fortuna, nel mondo dei motori, spiccano alcune pagine Facebook che si differenziano dalla massa, se così possiamo affermare. Una di queste è denominata “Alfisti”.

Un nome unico, che fa capire il tema che tratta ogni giorno. Rumors, foto straordinarie, notizie interessanti e tanti fan che crescono a vista d’occhio. Nelle descrizioni si legge poco, ma importante per far capire che questa “Pagina è dedicata al mondo Alfa Romeo. Video, immagini, satira, news sulla nostra PASSIONE!”. Insomma, una fetta del più importante social network che tratta di argomenti di un certo rilievo pensando all’importanza del lettore che, ogni minuti, vuole leggere idee interessanti in grado di captare l’attenzione di tutti.

Da qualche giorno, così, Blogdimotori, da sempre “attenzionato” a tutto quello che accade nel mondo dei propulsori, si avvale della collaborazione di questa meravigliosa pagina, seguita da circa 16.000 utenti, entusiasti di ciò. Insomma, “Alfisti”, con grande soddisfazione, racchiude totalmente le parole di Orazio Satta Puliga che affermava: L’Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E’ una specie di malattia, l’entusiasmo per un mezzo di trasporto. E’ un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore. Qualcosa che resiste alle definizioni. I suoi elementi sono come quei tratti irrazionali dello spirito umano che non possono essere spiegati con una terminologia logica”.

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