Bollo auto storiche: il punto della situazione in ogni regione

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Foto: Sicurauto.it

Attualmente non ci sono scuse: il bollo sulle auto storiche (e altri mezzi), con età compresa tra i 20 e i 29 anni di età, deve essere pagato totalmente, senza nessuna esenzione. La Legge di Stabilità, approvata lo scorso mese di dicembre, non ha lasciato scampo ai tanti appassionati che, tuttavia, nutrono speranze per ripristinare le agevolazioni per i loro mezzi. Nemmeno l’avviso del Ministero dell’Economia che disponeva quanto segue: “La tassa automobilistica non può, dunque, allo stato, ritenersi tributo proprio della regione”, ha fermato i possessori di mezzi d’epoca, sempre più sul piede di guerra.

Per fare chiarezza, così, vediamo la situazione in ogni singola regione italiana, anche se il prossimo 30 giugno, data nella quale il Parlamento potrebbe annunciare novità importanti, sia in positivo che in negativo, è alle porte, o quasi. Tra le “zone d’Italia” cerchiate in rosso in virtù della loro decisione, annotiamo Umbria, Valle d’Aosta, le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, Abruzzo, Calabria, Friuli V.G. Lazio, Campania, Liguria e Sardegna che, al momento, non hanno preso decisioni definitive sulla querelle, costringendo i loro appassionati al pagamento completo della tassa. Poi ci sono quelle regioni che, seppur in ritardo, stanno pensando a come ripristinare l’esenzioni per le “storiche”, come Puglia e Sicilia, con la prima regione protagonista di un disegno di legge denominato “Misure a favore dei possessori di veicoli di particolare interesse storico e collezionistico”. In poche parole, il cittadino pugliese proprietario di un veicolo con età compresa tra i 20 e i 29 anni, per quest’anno, pagherà regolarmente la tassa, ma riceverà, per l’anno prossimo, un bonus che sconterà l’importo corrisposto. Il contributo, per dovere di cronaca, sarà scelto in base alla quotazione dell’esenzione degli anni precedenti.

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Le agevolazioni, almeno stando a quanto riportano gli organi preposti, sono state mantenute sulle ventennali solo in Lombardia e Veneto, mentre in Liguria, Basilicata, Piemonte e Toscana è tutto da decifrare.

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