Bollo auto storiche: l’iniziativa del RIVS trova molti consensi

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Foto: Google

Attraverso il proprio sito ufficiale, il RIVS (Registro Italiano Veicoli Storici) si rivolge agli appassionati per una proposta che, fino a questo momento, ha trovato d’accordo molti addetti ai lavori riguardante il bollo sui mezzi d’epoca. L’iniziativa, in sintesi, intende promuovere delle domande da rivolgere agli assessorati regionali che si occupano di questo grattacapo. Di seguito la nota, tratta dal portale rivs.it: “È notizia di queste settimane che molti appassionati stanno accogliendo con comprensibile entusiasmo le notizie provenienti da alcune Regioni, le quali starebbero studiando alcune misure normative per confermare le agevolazioni per i veicoli tra i 20 e i 30 anni d’età. Comprensibile entusiasmo, dicevamo, ma c’è davvero da essere soddisfatti di queste vittorie parziali? In realtà la nostra opinione è che sia meglio essere cauti di fronte a quella che, nel migliore dei casi, si rivelerebbe come l’ennesima soluzione raffazzonata e all’italiana, carente sia di legittimazione giuridica che di prospettiva politica”.

“Il nostro primo motivo di preoccupazione riguarda proprio la legittimazione normativa delle regioni in materia di tassa automobilistica: in tal senso, le pronunce della Corte Costituzionale, contrarie a misure simili a quelle di cui stiamo scrivendo, non si contano. L’incognita grave, dunque, è che il Governo ricorra contro queste misure, facendole abrogare e ripristinando quanto stabilito con l’ultima Legge di Stabilità. C’è poi un secondo elemento da non sottovalutare. I compianti commi 2 e 3 dell’art.63 L.342 del 2000 nella loro indeterminatezza sono stati, per 15 anni, forieri di incomprensioni e ingiustizie, contro cui il RIVS si è da sempre battuto, grazie al supporto di molti club e soci determinati a far applicare la legge nella maniera più corretta”

“Ad oggi si sta delineando purtroppo una situazione in tutto e per tutto simile, ma con una aggravante in più: 15 anni di sentenze e pareri autorevoli (da parte di Agenzia delle Entrate, Corte di Cassazione e Commissioni Tributarie) hanno affermato a più riprese l’insussistenza in capo alla sola ASI di un potere certificatorio ai fini fiscali. Le varie proposte regionali terranno conto di questa giurisprudenza? Purtroppo, ad oggi, sentendo le varie dichiarazioni, non sembrerebbe essere così. È evidente infatti il rischio di dividere gli appassionati italiani in collezionisti di serie A, iscritti all’unica associazione e residenti in poche fortunate regioni, e collezionisti di serie B. E’ questo il futuro che vogliamo? E’ davvero questo il meglio che si può fare per salvare i veicoli ventennali dalla gogna della rottamazione forzata o dall’espatrio indotto?”.

“Il RIVS si rivolge a tutti coloro che credono che a tutte queste domande si possa dare una risposta positiva e che quello che serve davvero agli appassionati è una visione di lungo respiro. In risposta alle dichiarazione e indiscrezioni di questi giorni abbiamo preparato un testo che ogni appassionato potrà scaricare e indirizzare agli assessorati regionali competenti. Il tempo di una mail, e tutti noi potremmo contribuire a portare avanti una istanza di giustizia ed equità, l’unica che può contribuire seriamente a far sì che si facciano, per una volta, gli interessi reali degli appassionati”. Che dire, servirà a fare chiarezza?

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