Bollo auto storiche: per l’esenzione si muove anche un’altra regione

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Foto: Sicurauto.it

E venne anche il giorno della Calabria. No, non si tratta di un romanzo ambientato al sud, ma di una stringa che si abbina perfettamente alla situazione che l’Italia sta vivendo dopo l’approvazione della Legge di Stabilità. Infatti, nel calderone dei provvedimenti, sono rientrate anche le auto con età compresa tra i 20 e i 29 anni, “costrette” a far pagare ai rispettivi proprietari il bollo nella sua totalità. In merito a questo grattacapo, se così possiamo denominarlo, il parlamentare Sebastiano Barbanti ha scritto una lettera a Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria, chiedendo di rivedere l’attuale provvedimento del Governo, proprio come è accaduto in alcune regioni italiane. Attraverso il portale cn24tv.it, pubblichiamo il testo del messaggio.

“Con la legge n. 190 del 23 Dicembre 2014 (cd. legge di stabilità 2015), all’art. 1, comma 666, il Governo ha aumentato da venti a trent’anni il limite minimo per dichiarare “di particolare interesse storico“ gli autoveicoli ed i motoveicoli, ragion per cui, i veicoli che rimangono nella fascia tra i 20 ed i 30 anni sono di nuovo soggetti all’onerosa tassa di possesso, a prescindere dalla possibilità che tali autoveicoli circolino o meno.Quali i riflessi, per la Calabria, nell’applicare questa legge? Innanzitutto, mi preme sottolineare che la Calabria è una delle Regioni che – in proporzione – ha il più alto tasso di auto e moto storiche che ricadono nel periodo incriminato e, quindi, la conseguenza più probabile potrebbe essere la vendita di questi automezzi – magari all’estero – ovvero la loro rottamazione, con l’esclusione di persone facoltose”.

“Ma poi, la perdita quantificata in oltre 300.000 veicoli d’interesse storico sul territorio italiano, di cui – come detto – una buona parte in Calabria, importerebbe, oltre che l’annullamento di quel gettito fiscale presunto, un mancato guadagno per quell’indotto di officine meccaniche che vivono delle spese di manutenzione di questo particolare parco di autoveicoli. Stiamo parlando di quei piccoli riparatori, artigiani, meccanici, commercianti in ricambi, che riescono a sopravvivere alla crisi solo grazie alla peculiarità del settore ed al giusto atteggiamento dell’imposizione fiscale tenuto dalle autorità competenti”.

“Alcune Regioni, come la Lombardia e l’Emilia Romagna, proprio per i motivi suddetti, hanno deciso di non approfittare della falsa opportunità di far cassa che offre la nuova disposizione normativa, e ciò potrebbe innescare motivi opportunistici e effetti distorsivi per coloro che risiedono in Regioni che, invece, la seguiranno. Detto ciò, si fa proposta, di un’incontro urgente alla presenza di una rappresentanza dei club auto-moto storici calabresi”.

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