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Codice della strada: ecco cosa cambia in Italia

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Foto: ©FPF/PRUCCOLI FILIPPO - wikimedia.org

Ci siamo, o quasi. Il Codice della strada, nei prossimi giorni, sarà molto probabilmente modificato in parte per aumentare la sicurezza dei cittadini e inasprire le pene. Nella giornata di ieri, alla Camera, è iniziata la discussione per cambiare alcuni provvedimenti che dovrebbero essere approvati da qui a breve. Il presidente della commissione Trasporti Michele Meta, così, ha presentato una relazione per mutare in tre punti il Codice della strada. All’ordine del giorno, norme su autovelox, l’uso di mezzi stranieri da parte di cittadini residenti in Italia e legge per chi possiede una bicicletta.

Facendo chiarezza, riguardo l’uso di veicoli stranieri da parte di cittadini residenti in Italia, la nuova norma sarà molto chiara. Secondo il nuovo articolo “132-bis” non potranno circolare sulle strade italiane tutti quei veicoli (in leasing o locazione) senza guidatore con targa straniera. Per farlo, le persone interessate dovranno immatricolare nuovamente il mezzo in Italia o presentare un documento che certifica il possesso dello stesso veicolo.

L’altra novità ci porta dritti alla patente di guida, che potrà essere revocata a vita a tutte quelle persone che provocano incidenti mortali in stato di ebbrezza o in condizioni psico-fisico alterate. Se il guidatore che ha causato il grave episodio non possiede la patente, potrà dire addio anche al pensiero di conseguirla in futuro.

L’ultima modifica riguarda i tanti autovelox posizioni sulle strade. L’aggeggio che monitora l’andatura dei veicoli, potrà essere avviato solo dopo 300 metri del segnale di inizio limite di velocità, ma non prima. Per le biciclette, invece, i cambiamenti sono da ricercare nel parcheggio, con alcune novità, ma non solo. Il velocipede potrà essere parcheggiato sui marciapiedi, a patto che non diano fastidio alle persone, mentre sarà introdotta, altresì, la possibilità di circolare contromano nelle zone urbane con limite di velocità fissato a 30 km/h.

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Infine, per quanto concerne il cosiddetto “omicidio stradale”, tutto fermo al Senato, così come il disegno di legge della riforma totale del Codice della strada.