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Alcuni sprerano che sia il Gran Premio della riscossa, altri che vengano confermati i segnali di crescita emersi in Malesia, altri ancora vorrebbero tra le dune arabe aumentare il gap emerso fino ad ora. Siamo solo al terzo appuntamento stagionale, eppure le scuderie ed i piloti si trovano già di fronte ad un crocevia importante. Il Bahrain, con le sue fascinose moschee, il deserto infinito e i romantici sceicchi che tanto richiamano il Lawrence cinematografico interpretato da Peter O’Toole, rischia di trasformarsi in trampolino per alcuni, in sabbie mobili dalle quali difficilmente uscire per altri.

Passata la grande paura dei boicottaggi degli anni passati, durante i quali questo appuntamento è stato persino annullato (nel 2011) a seguito degli impetuosi venti di protesta che la primavera araba ha portato anche qui (seppur in maniera tenue), il Gran Premio di quest’anno torna ad avere un ruolo cruciale per i bolidi della Formula 1. Completato nel 2004 (quest’anno ricorre, dunque, il decennale) per volere del principe Salman bin Hamad Al Khalifa, il circuito di Sakhir è la seconda creatura in ordine di tempo dell’avvenieristico architetto tedesco Hermann Tilke.

Il tracciato, lungo oltre 6 chilometri presenta 15 curve (9 e destra e 6 a sinistra) e, come tutti i circuiti progettati da Tilke, è caratterizzata da una parte guidata molto impegnativa per i piloti, con repentini cambi di direzione e curvoni veloci da affrontare col giusto piglio per non perdere l’accelerazione in uscita. La modernità del circuito sta nel fatto che sono almeno 4 i punti dove sono possibili i sorpassi in frenata: su tutti il rettilineo dei box, che misura circa un chilometro e dove sarà possibile usare l’ala mobile.

Oltre alla difficoltà cronica di questo inizio di stagione dettato dalla gestione dei consumi, il circuito di Sakhir creerà problemi soprattutto sul grip delle gomme sull’asfalto a causa della sabbia del deserto che il vento porta continuamente sul tracciato. Una buona gestione delle gomme potrebbe essere la chiave di lettura centrale nel lavoro che le scuderie dovranno affrontare dalle libere di oggi.

Buona la tradizione della Ferrari qui, dove ha vinto ben 4 volte (l’ultima con Alonso all’esordio sulla Rossa nel 2009). Le ultime due edizioni hanno visto il dominio del campione del Mondo Sebastian Vettel su Red Bull, ma viste le prestazioni della Mercedes in questo inizio di stagione la musica potrebbe cambiare. Anche se gli avversari sognano, con un colpaccio nel deserto, di invertire la tendenza sin da questo fine settimana. Domenica la sentenza.