Formula 1: Ferrari e Red Bull sul piede di guerra con la Fia

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Questa Formula 1 non s’ha da fare. È questo il parere di Red Bull e Ferrari alla vigilia del secondo appuntamento stagionale di questo Mondiale che, dopo un solo Gran Premio, già pullula di polemiche per le novità apportate dalla FIA alle monoposto. Al centro delle accuse dei due top team sono, e non poteva essere altrimenti, i motori V6 Turbo che, imposti dalla Federazione in nome di una fantomatica spending review, hanno sensibilmente ridotto lo spettacolo, con vetture più lente e piloti costretti ad andare di conserva per risparmiare carburante.

Ad accendere la polemica è Dietrich Mateschitz, proprietario della Red Bull campione del mondo: il milionario austriaco sarebbe addirittura disposto a ritirare le sue vetture dalle corse se non verrà posto un rimedio il prima possibile. Si potrebbe obiettare che la rabbia degli uomini in blu sia dettata dai problemi che il propulsore Renault ha evidenziato sin dai test invernali, con Vettel costretto al ritiro a Melbourne dopo pochi chilometri. In realtà le opinioni di Adrian Newey e soci trovano riscontro nel parere della maggior parte dei tifosi, poco entusiasti nel vedere a Melbourne un Gran Premio tutt’altro che spettacolare.

La F1 deve tornare ad essere quello che è sempre stata, e cioè una competizione verso l’eccellenza, non può certo essere una formula “consumi” non ha senso. Non ha appeal”. Questo il parere maturato da Mateschitz, già in guerra aperta con la Federazione a seguito della squalifica di Daniel Ricciardo, giunto secondo nel primo appuntamento stagionale, per problemi di carburante. Proprio il carburante è stato la pietra dello scandalo in Australia: vedere i piloti costretti ad andare piano come una qualunque massaia che trova nella sua utilitaria la spia rossa accesa ha rasentato il ridicolo, sottraendo tutto il suo fascino ad uno sport che fa della prestazione e della massima velocità il suo spirito.

Se Atene piange, Sparta non ride. Anche in casa Ferrari non splende il sereno. Certo, il quarto posto di Alonso ed il sesto di Raikkonen sono stati accolti positivamente da Domenicali e soci, ma gli oltre 30” di distacco dalla Mercedes suonano più che come un campanello d’allarme. Si è parlato nei giorni passati di problemi nella Rossa causati dalla centralina unica imposta dalla FIA (guarda caso di fabbricazione Mercedes). La casa di Maranello ha indetto un sondaggio nel proprio sito chiedendo ai propri tifosi se questa Formula “noia” fosse stata di loro gradimento: il plebiscito dei no parla da sé.

Vetture lente, motori rotti e sorpassi inesistenti: certo che le premesse che precedono il secondo appuntamento stagionale in Malesia, il prossimo weekend, non sono delle migliori. La speranza di tutti, scuderie, piloti e tifosi, è che le cose cambino in fretta. Il rischio è quello che l’amore degli appasionati della Formula 1 quest’anno svanisca più velocemente di quanto le monoposto corrono in pista. Sepang darà, in tal senso, le prime risposte.

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