Formula 1, GP della Malesia: è Lewis Hamilton il re della giungla

910
0
SHARE

Sinfonia d’argento nel caldo tropicale di questa sedicesima edizione del Gran Premio di Formula 1 della Malesia sul circuito di Sepang. Dopo aver conquistato la Pole Position, Lewis Hamilton si prende anche la gara conquistando i suoi primi 25 punti di questa stagione. Al secondo posto Nico Rosberg per un’inevitabile doppietta della scuderia di Stoccarda. Completa il podio un ottimo Sebastian Vettel, autore di una gara coraggiosa. Quarto Alonso, dodicesimo uno sfortunatissimo Kimi Raikkonen, condizionato da una foratura nel secondo giro. Splende il sole, ma all’orizzonte si stagliano nuvole minacciose che non promettono nulla di buono. . Non prende il via la Force India di Sergio Perez, il cui motore si è spento ai box prima del giro di schieramento.

La partenza

Bagarre al via con un super Ricciardo che salta Alonso e Vettel piazzandosi al terzo posto. Anche Raikkonen perde una posizione a favore di Hulkenberg. Intanto davanti vola via Hamilton. Primo colpo di scena al secondo giro, con Raikkonen che fora la posteriore destra a causa di un contatto con l’ala di Kevin Magnussen è costretto a fare un intero giro a velocità ridotta: per lui il Gran Premio della Malesia è già compromesso. Peccato, perchè con pista libera era l’unico a girare sui tempi dei piloti della Mercedes. Al quarto giro il campione del mondo Vettel ristabilisce le gerarchie in casa Red Bull superando il compagno di squadra Ricciardo in terza posizione. Intanto davanti continua la sua corsa solitaria Lewis Hamilton, rifilando 6-7 decimi al giro al compagno di squadra Rosberg. Alonso continua a galleggiare da solo in quinta posizione, non lontanissimo dalla coppia Red Bull.

Prima soste ai box

La maggior parte dei piloti si assesta sulle 3 soste, causa elevato degrado degli pneumatici, con la possibilità di lasciarsi la dura per l’ultimo step di gara visto che a livello di prestazioni non è così distante da morbida e media. Il primo a fermarsi è Magnussen al decimo giro. Alonso si ferma al dodicesimo giro senza problemi, anticipando tutti i big con la speranza che la gomma nuova permetta di recuperare decimi preziosi, soprattutto sulle Red Bull. L’azzardo per poco non paga, con lo spagnolo e Ricciardo che duellano per un giro ma con le posizioni che restano invariate. Un po’ di gloria per la Force India di Hulkenberg che, approfittando del fatto di essersi fermato per ultimo, percorre qualche curva in testa al Gran Premio. A questo punto le posizioni restano congelate, con i piloti più concentrati a risparmiare carburante in questa fase per potersi scatenare nella parte finale. Le uniche emozioni le ragalano Vettel ed Hulkenberg nel tentativo, neanche troppo convinto, di raggiungere rispettivamente Rosberg ed Alonso, con quest’ultimo vittima di un eccessivo degrado delle gomme e costretto ad anticipare la sosta rispetto ai rivali.

La parte finale

Dopo la seconda sosta ai box si scatena Sebastian Vettel, che a suon di giri veloci prova ad insidiare la Mercedes di Rosberg. Ma anche Alonso inizia a spingere e va ad insidiare la quarta piazza di Ricciardo. Intanto all’orizzonte si stagliano nuvoloni neri che, almeno per la gara, non rappresentare un problema. Al giro 41 si ferma in corsia box Ricciardo per una gomma non fissata: addio sogni di gloria per lo sfortunato pilota australiano (che al rientro in pista rompe anche l’ala anteriore), cui viene anche inflitto uno stop&go. Alonso lo passa al quarto posto (sosta al giro 43). A tre giri dalla fine l’asturiano passa anche Hulkenberg, autore di una grande gara con una sosta in meno, piazzandosi al quarto posto. Incredibile quanto succede in casa Williams: Massa riceve l’ordine di scuderia di far passare il compagno di squadra Bottas ma il brasiliano, già vittima di simili trattamenti in Ferrari, diserta il comando e tiene dietro il finlandese fino al termine.

Appuntamento tra una settimana a Dubai, e chissà che la sabbia del deserto di Sakhir non riesca a dare la scossa ad una stagione della Ferrari che, seppur più vicina come prestazioni alla Mercedes, per ora non va oltre la sufficienza.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here