Il certificato di proprietà sarà digitale dal 5 ottobre: così l’Aci “protegge” il PRA?

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Foto: meteoweb.eu

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia potrebbe vedere sfumare una sua proposta contenuta nelle riforme. Una proposta che riguardava gli automobilisti, o tutti i possessori di un veicolo, alle prese ogni giorno con il PRA e la Motorizzazione. Secondo la riforma, infatti, Pubblico Registro Automobilistico e la stessa Motorizzazione potevano diventare unici, con i rispettivi archivi uniti per evitare complicazioni. Però, dalla giornata di ieri, l’ACI ha annunciato la digitalizzazione del certificato di proprietà, in vigore dal prossimo 5 ottobre, dunque da lunedì. Con questa mossa, l’Automobile Club d’Italia non abbandonerebbe il controllo del PRA, come tutti avevano paventato nei mesi scorsi.

Direttamente dal portale dell’ACI, ecco le dichiarazioni del presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani: “Oggi si compie un fondamentale passo per un rapporto sempre più semplice ed efficace tra gli italiani e il PRA, custode della proprietà dei nostri veicoli. ACI rappresenta oltre 1 milione di automobilisti e non si è sottratta alla sfida sull’innovazione digitale, ma anzi ha accelerato e intensificato gli sforzi negli ultimi anni. Come risultato eliminiamo un documento, in risposta alle richieste del Governo, e diamo un contributo significativo all’innovazione del Paese”.

Con questa nuova “tecnica”, chi acquista un’auto non dovrà più conservare il documento cartaceo, bensì il codice per controllare il tutto attraverso internet. Per quanto concerne i costi, quello dell’Ipt (l’imposta provinciale di trascrizione, che comprende la registrazione al Pra) sarà immutato. Infatti, la tariffa di partenza è di 150,80 euro, che le province potranno elevare fino a un massimo del 30%.

Il video tutorial sul certificato di proprietà digitale.

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