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Le cinque cose che ogni Alfista è stanco di sentirsi dire

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Fonte: facebook.com Gabriele Turco

Ci siamo. Oggi, 3 Maggio, si aprono ufficialmente gli ordini dell’Alfa Romeo Giulia. In questi lunghi mesi di attesa, l’abbiamo vivisezionata, cercando di coglierne ogni dettaglio, l’abbiamo desiderata, acclamata, criticata e soprattutto aspettata. E adesso che l’attesa è (quasi) finita, è il momento di celebrare il lancio in modo un po’ particolare. Quella che vi presentiamo è una classifica, o una serie di consigli: se avete un amico Alfista e non volete suscitarne le ire, ecco cinque cose da non dirgli assolutamente.

1. La Giulia non regge il confronto con la triade tedesca

È vero, BMW, Mercedes ed Audi hanno costruito in questi anni un alone di leggenda attorno a sè, quasi sempre meritato. Alfa Romeo è stata lontana dai giochi per tanto tempo, ma Giulia ha tutte le carte in regola per affrontare a testa alta la migliore concorrenza. E fin quando non potremo fare confronti diretti, su strada, tutti gli argomenti legati alla supremazia tecnologica tedesca (cit.) suonano come un puro pregiudizio.

2. Le Alfa Romeo stanno più dal meccanico che in strada

Anche in questo caso, è il pregiudizio a farla da padrone: se ci sono stati, in passato, modelli con reali problemi in tema di affidabilità, è altrettanto innegabile che negli ultimi anni il gap con la concorrenza in questi termini si sia notevolmente ridotto, specialmente sul piano della meccanica. Sono lontani i tempi della ruggine e degli assemblaggi approssimativi made in Pomigliano.

3. Gli interni sono di bassa qualità

Il tema delle plastiche morbide è uno dei piu cari agli haters del Biscione, e anche qui è sicuramente innegabile che ci sia un fondo di verità. Tuttavia, spesso ci dimentichiamo che sotto le plastiche soft touch si nasconde ben altro, e la meccanica Alfa, raffinata anche nel periodo della trazione inferiore, teme ben pochi complessi di inferiorità.

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4. Nessuno tocchi le storiche

Giulietta, Giulia, Duetto, Alfetta, 75 sono solo alcuni degli iconici modelli del Biscione cementati nella cultura popolare e nell’immaginario collettivo, non solo per i contenuti tecnici ma anche per lo stile. Se volete fare davvero infuriare un Alfista, basta muovere una critica di qualsiasi genere ai modelli sopra citati. Gli insulti sono (quasi) assicurati.

5. Alfiat

La crasi dei due Brand, Alfa e Fiat, è un vero e proprio cavallo di battaglia usato per descrivere i principali modelli del Biscione nati sotto l’egida del brand torinese. Dire Alfiat è, alle orecchie di un Alfista, un modo di screditare modelli che hanno avuto l’unica colpa di non potere soddisfare appieno le spesso esagerate aspettative degli appassionati. Come insegna la storia contemporanea dell’automobilismo, le sinergie sono necessarie per non colare a picco: Audi e Volkswagen ne sanno qualcosa.

In realtà, il fatto che un brand possa provocare ancora discussioni così accese è un gran bel segnale: in un mondo che si avvia a passo spedito verso una concezione dell’auto sempre più fredda e meno emozionale, la passione è sempre più rara e quando c’è va difesa con le unghie e con i denti.