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Dopo la Almera, pensionata ormai alcuni anni fa, sembrava che la Nissan si fosse disinteressata al campo delle medie, ossia quelle vetture a metà tra utilitaria e monovolume. Ma con l’arrivo della Pulsar la casa giapponese ha cambiato le carte sul tavolo dove ormai da anni comanda la Volkswagen Golf, e ha lanciato la sfida, che seppur ardua, rappresenta una bella novità per il mercato automobilistico.

La Pulsar

La Nissan Pulsar punta soprattutto sull’estetica esterna e sullo spazio a disposizione dei cinque passeggeri: l’esterno è movimentato da consistenti nervature che partono dal cofano e caratterizzano anche le fiancate. Quest’auto è caratterizzata da una certa personalità nel frontale, a metà tra l’aguzzo e lo sportivo, con i fari affilati che richiamano le scanalature alloggianti i fari fendinebbia. Delude abbastanza il retro: il piccolo lunotto lascia poco spazio per la visuale in retromarcia (aiutata però dall’elettronica) e nel complesso, complici i fari orizzontali e stretti, il tutto si presenta abbastanza anonimo.

Il posteriore della Pulsar

Bisogna però salire a bordo per capire quanto valga la disponibilità di spazio per scegliere questa vettura: i sedili anteriori sono davvero accoglienti e sostengono bene il peso anche in curva, l’estetica si presenta senza infamia e senza lode, con una plancia molto razionale sovrastata da un elemento ad onda che percorre tutto il cruscotto. Al centro della consolle si trova lo schermo da 5,8′ del Nissan Connect, sistema di infotainment che permette di controllare diversi parametri della macchina, monitorare lo stile di guida ed azionare svariati comandi. Collegando il proprio smartphone via bluetooth si possono anche controllare i social network e varie applicazioni. Ma il fiore all’occhiello del sistema elettronico della Nissan Pulsar lo si scopre nelle versioni più “ricche”, dotate di around safety monitor, ossia una serie di telecamere che controllano il perimetro della macchina nelle manovre e attivano avvisatori acustici in caso di cambio corsia oppure di ostacolo in movimento. La vettura è inoltre dotata di una telecamera posteriore che è in grado di autopulirsi con spruzzi d’acqua e soffi di aria compressa, per essere sempre in grado di fornire al guidatore una visione ottimale.

PROVA NISSAN PULSAR

In prova è stato testato il quattro cilindri 1.5 dCi turbodiesel da 110 CV della Nissan Pulsar (di origine Renault) che si è dimostrato particolarmente brillante in rapporto alla cilindrata, fluido e sufficientemente pronto in tutto l’arco di utilizzo. La città non spaventa questa automobile, con il motore pronto fin dai bassi regimi, e il problema della visibilità posteriore è risolto egregiamente dalla retrocamera e dai sensori di parcheggio, che assicurano manovre azzeccate. Sulle strade con molte curve lo sterzo è abbastanza preciso; i freni equilibrati rendono sicura la guida, mentre in autostrada si apprezzano la silenziosità del motore e le contenute vibrazioni. In curva l’auto ha un’ottima tenuta, e le sospensioni non sembrano subire troppo. Quanto ai consumi, sono per ora disponibili i soli dati forniti dalla casa che, sinceramente, sembrano peccare di eccessivo ottimismo.