Pino Daniele, Fiat 500 e underground

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Veramente triste svegliarsi alle 8 del mattino, accendere la radio e ascoltare una notizia brutta, quanto incredibile. Pino Daniele non c’è più e, malgrado non fossi mai stato un suo grandissimo fan, un senso di dispiacere è entrato dentro me, perchè se n’è andato con uomo con la U maiuscola. E io, che mi occupo di motori, posso solamente immaginare il dolore che stanno provando migliaia e migliaia di sostenitori, da oggi in poi monchi del loro idolo. Pino Daniele non amava apparire tutti i giorni in televisione, era un’artista alternativo, uno di quelli che oggi, nel 2015, difficilmente si trovano. Se lo dovessi paragonare a un’automobile, scomoderei la storica Fiat 500, perchè quel mezzo è veramente importante per l’Italia.

Si, Pino è stato e sarà sempre fondamentale per la musica italiana e non solo. Lui sapeva raccontare i problemi, le gioie, i dolori di Napoli, sua città natale, con estrema tranquillità e con quella verità mai pesante da ascoltare e da canticchiare. Mi viene in mente la bellissima “Napule È”, che emoziona persino i bambini alle loro prime armi. Forse con quella melodia, con quella voce delicata, Pino Daniele ha fatto veramente conoscere al sottoscritto i colori della bellissima città partenopea così tanto bistrattata da qualcuno, ma amata dagli italiani. L’esempio della Fiat 500 non è banale. Nata dal nulla, è stata straordinaria per l’intero territorio tricolore che, ancora oggi, ricorda lo storico veicolo con piacere.

Poi c’è anche quel tocco di “pazzia”, specialmente nel design, che si lega automaticamente con “Je So’ Pazzo” interpretato da Pino Daniele. La musica tra il serio e il faceto faceva rima con il suono del motore della Fiat 500, anticonformista rispetto alle altre automobili, proprio come il cantautore napoletano deciso, da sempre, a interpretare un ruolo underground nella musica italiana e internazionale. ‘A vita è ‘nu muorzo, nun me fà’ ‘ntussecà’. Ciao Pino.

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