Home Auto Renault Kwid: il SUV compatto per i Paesi emergenti (FOTO)

Renault Kwid: il SUV compatto per i Paesi emergenti (FOTO)

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Tre metri e 68 per 1,58 di larghezza. È un’utilitaria, un’auto di segmento A (A2 e A3, o lusso, secondo la definizione della Renault), l’auto che oggi Carlos Ghosn, ad dell’alleanza Renault-Nissan, ha presentato a Chennai, in India. Eppure la Kwid, così si chiama, ha l’aria da piccola Suv e un’altezza dal suolo di 18 centimetri che, pur in assenza di trazione integrale, ne conferma una vocazione da terreni impervi. Anche se la giungla a cui è destinata e soprattutto urbana. Le città dell’India e degli altri Paesi emergenti, quelli a cui è primariamente destinata a partire dalla seconda metà di quest’anno.
IN EUROPA Renault non nasconde la volontà di volerla presentare anche al mercato europeo, in Paesi che, come l’Italia, hanno dato un buon feedback con il successo della Duster. Non ci sono certezze, ma in questi casi l’esperienza suggerisce che non si può “mai dire mai”.
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UN COLPO DA KARATE-KWID La Kwid è la prima auto low cost ad essere realizzata sulla nuova piattaforma modulare Cmf, la stessa che dà origine ai modelli Renault Nissan destinati ai nostri mercati. Rappresenta, quindi, il primo prodotto davvero “moderno” nella linea “entry level” della Casa francese, commercializzata coi marchi Dacia o Renault a seconda dei mercati di destinazione. La Kwid è costruita nello stabilimento vicino a Chennai, dalle cui linee oggi esce la Nissan Micra (ma la cui prossima generazione sarà assemblata in Francia). La Renault non ha rilasciato dati tecnici estesi. Del motore si conosce la cilindrata di 0,8 litri e l’alimentazione, a benzina. Il cambio è manuale. La Casa promette poi un’abitabilità best in class.
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LESS IS MORE Prezzo basso e strategico: meno di 5.000 €. Renault punta a vendere la Kwid nei Paesi emergenti e in India dove la fascia minore costituisce un terzo della domanda complessiva di auto. La casa francese è la nona marca sul mercato indiano, e la prima tra le straniere, con il 2 per cento di quota. L’obiettivo è di arrivare nel medio termine al 5 per cento.
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