Sefira: il progetto italiano che da anni ha scoperto lo scandalo Volkswagen

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Sefira ( Sefira Project) è un progetto di coordinamento della ricerca finanziato dal Settimo Programma Quadro della Commissione europea, coordinato dalla professoressa Michela Maione dell’Università di Urbino con il coinvolgimento di partner scientifici internazionali come il “King’s College” di Londra e lo “Iiasa di Vienna“.
Scopo principale dell’azione triennale iniziata nel Giugno 2013 è lo studio e la messa in rete di conoscenze sulle implicazioni socio-economiche delle politiche sulla qualità dell’aria promosse dall’Unione Europea.

Il progetto Sefira ha emesso nel Dicembre del 2014 una nota tecnica che evidenziava la relazione controversa tra le emissioni dichiarate e testate in laboratorio rispetto a quelle rilevate nei cicli di guida reale, quello che è accaduto proprio nello scandalo Volkswagen.
Abbiamo contattato la Dottoressa Michela Maione che molto disponibile ha risposto alle nostre domande con la professionalità che la contraddistingue.
Riportiamo qui di seguito la conversazione.

Dottoressa Maione buonasera, ci può parlare del progetto Sefira in generale e della relazione che c’è con gli studi svolti sui motori Volkswagen già da qualche anno?
SEFIRA è un progetto europeo che nasce in risposta all’esigenza di valutare quanto gli stili di vita e le scelte personali dei cittadini europei possano migliorare il successo delle politiche europee sulla qualità dell’aria.

Al progetto partecipano 9 importanti istituzioni europee con “expertise” diversificati che vanno dalla chimica fisica dell’atmosfera alle scienze economiche e sociali.

Lo studio riguardante la questione del diesel, nasce dall’osservazione che negli ultimi 20 anni in Europa i livelli di ossidi di azoto ( i cui effetti dannosi sulla salute sono stati riconosciuti dall’organizzazione mondiale della sanità ) non sono diminuiti quanto ci si aspetterebbe, tenendo conto che in questi anni è entrata in vigore la normativa sugli standard EU. La causa è stata riconosciuta nel fatto che le emissioni di ossidi di azoto da auto diesel durante i cicli di guida reali sono più alte rispetto a quelle che si misurano nei test di laboratorio. Lo scandalo VW mette in evidenza una delle possibili cause di questa discrepanza.

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I propulsori diesel “incriminati” dall’inchiesta sono quelli con sistema LNT ma le voci di probabili discrepanze tra test in laboratorio e su strada girano da tempo, il cambiamento delle norme riguardanti il ciclo di omologazione previsto per il 2017 in EU eviterà altri scandali o è necessaria, secondo Lei, l’istituzione di un organo di controllo con poteri reali anche nel vecchio continente?
Sicuramente i test WLTC saranno in grado di evitare che si verifichino situazioni simili.
Tuttavia, noi puntiamo molto sull’informazione corretta che deve giungere al consumatore, così che possa fare scelte consapevoli.
Le campagne informative scorrette hanno presentato il diesel come un’alternativa “ecologica” alle auto a benzina, sulla base del fatto che le prime dovrebbero emettere quantità minori di CO2 (anidride carbonica).
Questo è solo in parte vero perché è stato dimostrato che ad oggi la maggior parte delle auto a benzina circolanti in Europa non solo emette quantità decisamente più basse di ossidi di azoto rispetto ai diesel ma emette anche quantità di CO2 pari a quelle emesse dai diesel (ovviamente questo non vale per le auto a benzina di grossa cilindrata).

Pensa che anche i sistemi diesel SCR ad urea possano essere coinvolti nello scandalo?
Per i sistemi SCR è stato già dimostrato che nei cicli di guida urbani (quando il motore non diventa sufficientemente caldo) la riduzione catalitica del biossido di azoto non avviene.

Sefira è a tutti gli effetti una eccellenza italiana, c’è qualcosa che vuole aggiungere e/o precisare sul Vostro lavoro che sembra solo ora uscire sotto i riflettori almeno in Italia?
Per quanto riguarda i nostri obiettivi, noi vorremmo poter fornire ai decisori e policy maker in genere le evidenze del fatto che le misure tecnologiche “end of pipe” non sono assolutamente sufficienti a risolvere i problemi relativi alla qualità dell’aria. Senza la consapevolezza di quelli che sono i driver dei fenomeni di inquinamento e senza un cambiamento degli stili di vita non è possibile risolvere i problemi della qualità dell’aria.

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Per approfondimenti vi lasciamo di nuovo l’indirizzo internet del progetto: Sefira Project

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