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Smog: perchè c’è differenza tra auto private e il car sharing

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Foto: ilgiorno.it

Polveri sottili che hanno superato la soglia dei limiti consentiti, polemiche che si susseguono tra politici e non solo, blocchi del traffico per cercare di limitare il problema smog. I grandi agglomerati urbani, specialmente in questi giorni di festa che si protrarranno fino al prossimo 6 gennaio, stanno vivendo nuovamente il grattacapo relativo all’inquinamento ambientale. Nel 2015, dopo tutti i passi da gigante fatti dalla tecnologia, dalla scienza, dalla medicina, ancora non si è trovato un modo per eliminare definitivamente questo annosa grana che riguarda tutto il mondo. Dunque, non solo Cina, USA e altre metropoli. Anche Roma, Milano, Torino e Napoli, tanto per citare le zone più “colpite” in queste ore, sono “sotto attacco” dello smog che non accenna a dare tregua anche per l’assenza di vento e pioggia.

Foto: Affaritaliani.it
Foto: Affaritaliani.it

Dalle prime ore dell’alba e fino a sera, così, molti cittadini sono costretti a uscire di casa con la mascherina stile chirurgo per cercare di inalare sostanze tossiche che causerebbero gravi conseguenze alla propria salute. Ma come si è arrivato a questo punto? Com’è possibile che, ancora oggi, lo smog può causare il blocco dei mezzi? Specialmente le grandi città, che negli anni passati hanno beneficiato di molti progressi, adesso stanno pagando dazio per scelte alquanto discutibili. Ad esempio, il cemento ha invaso praticamente tutto per non deludere le attese della popolazione che, negli anni scorsi, puntava alla cosiddetta “modernizzazione”. Più palazzi, più aziende in città hanno fatto crescere l’economia, ma anche eliminato i tanti spazi verdi che, solo nell’ultimo periodo, sta nuovamente facendo capolino in maniera importante con parchi e altre aree adibite al benessere. Ma quanto riportato è solo una causa di un problema vasto e da risolvere nel più breve tempo possibile.

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Foto: iltabloid.it
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Tornando ai giorni nostri, anche nella giornata di ieri i livelli di PM10 a Milano hanno superato la soglia consentita, con dati allarmanti resi noti dall’Arpa (in Via Senato 63 mg/mc ndr). Le città interessante dal problema, come prevedibile, hanno potenziato il servizio di bus e altri mezzi adibiti al trasporto pubblico e il servizio di bike sharing, come avvenuto nel capoluogo lombardo. Questo perché è stato attuato il blocco totale e parziale dei veicoli (a seconda delle città ndr) proprio per cercare di far calare la quantità di polveri sottili nell’area. Su questo punto, anche il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato per mercoledì 30 dicembre una riunione straordinaria per gli interventi da attuare contro l’inquinamento. All’incontro sono stati invitati i vari presidenti delle Regione, i sindaci delle grandi città e Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile. Come riporta Corriere.it, Galetti ha spiegato come L’emergenza smog che si sta verificando in molte grandi città italiane può durare ancora molto. La nostra risposta deve essere coordinata e “di sistema”, non in ordine sparso”.

Così, via ai blocchi del traffico nelle città interessate dal problema, con i seguenti veicoli che potranno circolare liberamente. Si tratta dei veicoli elettrici, degli ibridi plug-in e ibridi range-extended, dei veicoli che hanno affisso il contrassegno per il trasporto di persone con disabilità o anche quelli che devono affrontare delle visite specifiche in ospedali o studi medici (in questo caso bisogna presentare la documentazione. Vale anche per il trasporto di animali). Infine, possono “vedere” la strada anche i mezzi del car sharing. Il car sharing, infatti, citando testualmente Wikipedia “è un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione dell’utilizzo fatto”. Dunque, un mezzo a benzina o diesel che, stando ai fatti, inquina. Non importa se il mezzo utilizzato è Euro4 o Euro5, si tratta pur sempre di un’auto che va a benzina o gasolio.

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Foto: milanolife.it
Foto: milanolife.it

Perché questa disparità di trattamento? Un privato con un veicolo Euro4-Euro5 è costretto a usare i mezzi pubblici per recarsi, ad esempio, sul proprio posto di lavoro o, addirittura, noleggiare un’auto facente parte del car sharing, pagando profumatamente il servizio. Sia chiaro, eccetto qualche auto elettrica. A Milano, come riporta il portale www.sos-traffico-milano.it, la situazione è ancora più grave in quanto, come scrive lo stesso sito ci sono delle incongruenze. “Cosa può esservi dietro questa norma che favorisce in maniera sfacciata specifiche aziende private (per molte delle quali l’assessore Maran si è in passato prestato a fare immagine), concedendo loro, in corrispondenza del blocco in questione, una posizione di vantaggio priva di ogni giustificazione?”. È questo uno dei tanti quesiti posti da www.sos-traffico-milano.it, che proprio non ci sta a dover vedere queste situazioni “strane”. Intanto, il Comune di Milano, dopo il primo giorno del “blocco del traffico” ha fornito i dati relativi ai cittadini che non hanno rispettato l’ordinanza: su 1.500 i controlli, ci sono state 300 sanzioni dalle 10 alle 16.

Infine, da Napoli arrivano le parole del sindaco De Magistris su questo quesito. Ecco le dichiarazioni riportate da Adnkronos “Napoli si considera una città che punta a una mobilità completamente alternativa rispetto alle auto private, sono stati già messi in campo investimenti in direzione della riduzione dello smog e continueremo nei prossimi mesi”. Tuttavia, anche la città partenopea deve fare i conti con il blocco del traffico fino al 31 dicembre. Tranquilli, il servizio car sharing funziona anche qui…