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Il re è morto, viva il re. Questo il grido che si alza al termine delle 2 gare della Superbike sul circuito Aragon, in Spagna, per il secondo appuntamento stagionale del mondiale delle moto derivate di serie. Ad imporsi in entrambe le prove, infatti, è il campione del mondo Tom Sykes il quale risponde a modo suo alle voci di chi, in maniera prematura, dava lui e la sua Kawasaki in difficoltà. Tutt’altro, visto che in tutte e due le gare a seguirlo sul podio è stato il compagno di squadra Baz, dimostrando che la “verde” giapponese è ancora la più forte del lotto, nonostante i tentennii di 7 settimane fa a Philip Island. Cade in piedi l’Aprilia, a podio con un grande Melandri in gara 2 e con Guintoli che, nella classifica iridata, si piazza dietro la coppia Kawasaki a soli 11 punti dal leader Sykes.

Gara 1 a senso unico

Gara 1 è durata 300 metri: quelli che separano la linea della partenza dalla prima curva del bellissimo circuito spagnolo. Sykes, infatti, parte benissimo e, dopo aver girato in testa, gli altri non hanno potuto far altro che vederlo allontanarsi piano piano, a suon di giri veloci. Nulla ha potuto Baz con l’altra Kawasaki, la cui seconda piazza non è mai stata comunque messa in discussione da una concorrenza che, almeno in questa gara, è sembrata inesistente.

L’unico a provare qualcosa è stao Davide Giugliano con una Ducati non facile da guidare ma comunque veloce: l’italiano, con una gara in rimonta, arriva ad insidiare la seconda piazza di Baz, con il quale instaura un duello durissimo terminato con una sportellata dalla quale è uscito vincitore il francese. Ad approfitarne e Jonathan Rea, che soffia così la terza piazza al compagno di team. Le Aprilia, ottime nella velocità di punta ma meno performanti sul misto, si devono accontentare del sesto posto di Sylvain Guintoli, mentre Melandri paga la crisi delle sue gomme e chiude undicesimo.

Bagarre in gara 2

Molto più avvincente si rivela gara 2. Sykes fa gara di testa ma non riesce a prendere il largo, con Baz che lo pedina per tutta la gara non andando mai oltre il secondo di distacco. Dietro gli inseguitori si scambiano la terza piazza, ma la vera alternativa ha una moto grigia e nera ed il nome di Marco Melandri. Il ravennate, con una rimonta prepotente, arriva a ridosso della coppia Kawasaki, superando Baz a 2 giri dalla fine.

Da qui inizia una furiosa caccia a Sykes. Alla penultima curva il distacco appare troppo elevato per tentare l’attacco, ma il pilota italiano tenta una staccata che definire al limite sarebbe riduttivo. Risultato: il ravennate va lungo e si deve accontentare di una terza piazza, ottenuta senza il rimpianto di non averci provato. Quarto Guintoli, che si presentava in questo weekend come leader iridato, e che invece ha dovuto limitare i danni restando comunque, in classifica, in scia alle Kawasaki.

Non bene le Ducati, che pagano anche la caduta di Davies in gara 2 mentre si trovava tra i primi: la casa di Borgo Panigale trova nel settimo posto di Giugliano il miglior risultato di gara 2, con lo stesso pilota italiano che, dopo soli 2 appuntamenti, scivola a – 32 da Sykes.

Tra 2 settimane ci si ritroverà tutti ad Assen, in quella che è considerata l’università del motociclismo. Chissà che anche lì il professor Sykes, oggi docente sia in “giri veloci applicati” che in “istituzioni di difesa della prima piazza” non offrirà a tutti altre lezioni. La concorrenza, se non vuole compromettere il mondiale già al terzo appuntamento, è avvisata.