Volkswagen: concessionari italiani costretti al blocco delle vendite dei mezzi Euro 5

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Foto: automoto.it

Arrivano notizie negative per gli automobilisti italiani amanti del marchio Volkswagen. La casa automobilistica tedesca, finita nel tritacarne mediatico per lo scandalo denominato “diesel-gate”, inizia a prendere seri provvedimenti per capire meglio la situazione verificatasi quasi una settimana fa, che sta causando polemiche a non finire. Attraverso una lettera inviata al Corriere della Sera, il Gruppo teutonico ha bloccato la vendita dei veicoli Euro 5 a tutti i concessionari italiani che espongono i seguenti marchi: Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, e Veicoli commerciali.

Massimo Nordio, amministratore delegato della filiale italiana del gruppo scrive: “Come misura precauzionale vi chiediamo di sospendere, con effetto immediato, la vendita, l’immatricolazione e la consegna dei soli veicoli equipaggiati con motori diesel Euro 5 tipo EA 189. Come sapete, Volkswagen sta lavorando a pieno ritmo per fare chiarezza su alcune problematiche che riguardano un particolare software utilizzato dai nostri motori Diesel”. Insomma, parole significative dell’importante dirigente che promette massimo impegno per chiarire definitivamente questa “scomoda” situazione.

Come riporta, tgcom24.mediaset.it, sarebbero 19 i modelli interessati dal provvedimento: Audi (A3, A4, a5, A6, TT, Q3 e Q5); Seat (Leon, Altea e Superb); Volkswagen (Maggiolino, Sharan, Touran, Golf, Passat e Tiguan). Intanto, anche nel resto del mondo, i grattacapi per Volkswagen sono tantissimi in virtù delle varie azioni dei Paesi interessati che, dopo lo scandalo “diesel-gate”, si stanno muovendo diversamente.

Foto: tgcom24.mediaset.it
Foto: tgcom24.mediaset.it

Negli USA, Paese nel quale è stato scoperto il “trucco” sulle emissione, non si esclude una class action nei confronti dell’azienda, anche se ben 7 Stati stanno preparando una causa. Inoltre, il dipartimento di giustizia e le autorità di New York stanno indagando su tutto ciò. In Germania, invece, una commissione sta lavorando alacremente in attesa dei dati del ministro dei Trasporti che dovrebbero arrivare a breve (si parla di 1 milioni di veicoli coinvolti nello scandalo). Norvegia e India hanno avviato indagini per frode mentre Gran Bretagna, Francia e Corea del Sud, così come l’Italia, stanno tenendo delle verifiche sui mezzi appartenenti a Volkswagen che montano motori diesel.

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