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A Eicma 2016 la promozione della raccolta di oli usati “In moto per l’ambiente”

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Credits: Ufficio Stampa Coou

Metti una bella location come Milano. Aggiungi il rombo dei motori, un’iniziativa utile per l’ambiente e il gioco è fatto. In questi giorni, in occasione dell’Eicma (10-13 novembre), importante evento dedicato alle due ruote, il Coou, Consorzio obbligatorio degli oli usati, farà la parte del leone grazie all’informazione su un importante tema che riguarda specialmente l’ambiente.

Così, con lo slogan “In moto per l’ambiente”, il già menzionato consorzio che coordina a livello nazionale la raccolta e lo smaltimento dell’olio lubrificante usato, attirerà l’attenzione dei tanti appassionati. Come? Con una grande pista slot a sei corsie, valida a far sfidare tra loro gli amanti delle moto. Ma non è finita qui. I partecipanti, cosa fondamentale, saranno anche messi al corrente su tutto quello che c’è da sapere sulla racconta di oli lubrificanti usati. Ad esempio, sapete che, per contaminare una superficie di acqua grande come un campo di calcio, bastano 4 chili di olio usato, pari a due cambi di una moto di grossa cilindrata?

Su questo tema, Elena Susini, responsabile della comunicazione del Coou, all’agenzia Adnkronos ha spiegato: “Manifestazioni come Eicma sono il nostro pane quotidiano per informare direttamente i cittadini. Abbiamo l’opportunità di partecipare a un evento che conta sempre un numero di visitatori molto alto, specie tra quelli che più facilmente hanno la possibilità di maneggiare oli lubrificanti, ad esempio i biker che amano provvedere da soli al cambio dell’olio della motocicletta, riuscendo ad avvicinarli al mondo complicato e oscuro del nostro ambiente”.

Credits: Ufficio Stampa Coou
Credits: Ufficio Stampa Coou

“L’olio lubrificante usato – afferma Susini – è un rifiuto pericoloso che, anche in quantità molto limitate, può inquinare vaste aree del pianeta”. Dal 1982, ovvero l’anno di nascita del Coou “la raccolta ha raggiunto tassi molto alti perché buona parte degli oli usati proviene dalle lavorazioni dell’industria che, per legge è obbligata a praticarla. La filiera è strutturata e lavora benissimo, tanto che siamo arrivati a una percentuale superiore al 95% dell’olio raccoglibile”.

E su quella parte di oli che che sfugge ai canali ufficiali di raccolta, Elena Susini è chiara: Si tratta di olio prevalentemente usato da privati che o non sanno che deve essere conferito nelle isole ecologiche del proprio Comune o non se ne preoccupano. I cittadini devono sapere che alla fine del suo ciclo della vita l’olio va assolutamente smaltito perché diventa un rifiuto pericoloso per una questione di sensibilità verso l’ambiente, ma perché da questo rifiuto pericoloso si può ricavare nuova materia”.

Infine, la responsabile della comunicazione del Coou, spiega la funzione del consorzio: “Noi provvediamo alla rigenerazione dell’olio usato attraverso appositi impianti che lo trasformano in base vergine, quindi viene reimmesso sul mercato. Si contribuisce, da un lato, ad abbassare le importazioni di lubrificante, dall’altro a sostenere l’economia, dal momento che il processo di lavorazione può contribuire alla creazione di nuovi posti lavoro”.

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