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Moto e scooter: ecco cosa cambierà dal 1° gennaio 2016

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Foto: panorama-auto.it

L’inquinamento ambientale, si sa, è un problema di difficile risoluzione, malgrado i vari provvedimenti presi nel corso degli anni. Lo smog, ogni giorno che passa, provoca grattacapi, anche gravi, per la salute dei cittadini. Per arginare questa grana, però, dal 1° gennaio 2016 ci saranno novità per moto e scooter. La legge 168/2013, che riguarda la norma sulle emissioni, sarà severissima in materia. Dunque, la normativa Euro4, che entrerà in vigore all’inizio del mese prossimo, dovrà essere rispettata senza se e senza ma, anche perchè “scadrà”, se così possiamo scrivere, nel 2020. Ma cosa prevede questa legge? Chiariamo subito i punti fondamentali, ricordando che i vari concessionari potranno vendere, per tutto il 2016, moto omologate Euro3 entro il corrente anno, ovvero 2015.

Come scrive il “Corriere dello Sport”, che citiamo testualmente, “il rispetto delle normative Euro4 sulle emissioni inquinanti sarà obbligatorio per tutte le nuove omologazioni proprio a partire dal primo giorno del nuovo anno”. Dunque, moto o scooter che si rispetti, dovrà rispettare le norme relative all’inquinamento acustico che prevede 3 decibel in meno rispetto alla legge delle scorso anno. Per i gas di scarico, invece, le cose cambiano: è stato innalzato il volume dei gas e la funzionalità dei catalizzatori insieme agli altri sistemi di controllo delle emissioni. Arriva, infine, anche il sistema che “becca” i vapori della benzina, ossia il canister.

Questa nuova norma, comunque, riguarda anche la sicurezza dei mezzi. Ad esempio, una moto 125 di cilindrata dovrà avere, già dalla fabbrica, il c-ABS mentre una moto con cilindrata superiore a 125 dovrà essere prodotta con l’ABS di serie. Tutte le moto prodotte nel 2016 dovranno essere equipaggiate della presa diagnostica OBD, proprio per assicurare la possibilità di controlli agli stessi nuovi mezzi. Inoltre, tutte le aziende costruttrici di mezzi a due ruote, dovranno assicurare un chilometraggio necessario entro il quale la moto dovrà registrare un “buon funzionamento”. Per i mezzi 125 il limite è stato fissato a 20.000 km, per gli altri, con cilindrata maggiore, a 35.000 km.

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