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Perché in Italia regna la confusione per il bollo sui veicoli storici

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Foto: Alvolante.it

“Per parlar chiaro bisogna avere la coscienza pulita”. Scriveva così Roberto Gervaso, noto scrittore italiano, nel libro “Il grillo parlante”. In Italia, purtroppo, nella maggior parte dei casi, manca la chiarezza. E lo diciamo con amarezza, con la consapevolezza, purtroppo, di affermare la verità. Quante volte, nell’arco di un mese, molti cittadini ricevono delle sgradite sorprese da parte dello Stato, ormai visto come una sorta di pericolo nella vita di tutti i giorni. Tasse qualsiasi, anche le più insignificanti, si “abbattono” sulle tasche degli italiani, ormai impossibilitati a saldare tutto in poco tempo.

Foto: Sicurauto.it
Foto: Sicurauto.it

Prendete, come esempio, la questione del bollo sui veicoli storici. La Legge di stabilità del 2014 ha praticamente fatto sparire un settore molto amato dalla popolazione e degli amanti dei motori. Da poco più di un anno, a causa di provvedimenti alquanto discutibili, il Governo ha deciso di eliminare le agevolazioni per i mezzi con età compresa tra i 20 e i 29 anni. Una decisione che ha mandato su tutte le furie gli appassionati, quei signori che tengono all’auto del 1985 più della loro vita, colpiti nell’anima. Dal dicembre 2014, così, è iniziato il calvario per i possessori di un veicolo che, tuttavia, non vedono un barlume di speranza per risolvere la vicenda.

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Ad aggravare ancora di più questa incresciosa situazione, ci si è messa anche la tanto decantata chiarezza, sparita dai radar degli addetti ai lavori che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, informare con celerità e posizioni nette, gli appassionati. Niente di tutto questo: ogni regione pensa e sforna leggi senza nessun problema, aumentando il senso di smarrimento del signore 50enne, che non sa più a come fare per avere ragguagli dettagliati. La querelle bollo veicoli storici, tuttavia, sembrava conclusa con la Risoluzione ministeriale del 01 aprile 2015 che, a scanso di equivoci, aboliva l’esenzione per i mezzi ultraventennali.

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Foto: ruoteclassiche.quattroruote.it
Foto: ruoteclassiche.quattroruote.it

Ma non è stato così, anche perché pochi giorni dopo, il Registro Italiano Veicoli Storici (RIVS), attraverso una nota, affermava come “le norme emanate dalle regioni che hanno legiferato attraverso il proprio Consiglio Regionale sono perfettamente valide”. Parole che, di fatto, trasformavano in nulla la Risoluzione ministeriale, gettando nuovamente nella confusione i “poveri” appassionati. Perché in Italia regna la confusione per il bollo sui veicoli storici? Perché, in primis la politica, se ne frega bellamente della passione dei cittadini, giocando con i loro sentimenti. Perché le regioni e gli addetti ai lavori, come l’ASI, FMI, ACI ecc, non sono in grado di farsi sentire veramente con proposte serie e decise nei confronti del Governo. Perché siamo in Italia, dove i problemi principali sono rappresentati dal gossip e da altre faccende meramente insulse.

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