Piacere, Valentino Rossi

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Credits: Angelo Giordano/Pixabay

L’invidia è un problema che colpisce la maggior parte delle persone viventi sul globo terrestre. In tema di motori, non si può non menzionare la celebre frase proferita da Enzo Ferrari, secondo cui «Gli italiani perdonano tutto, ma non il successo». E buon Enzo aveva ragione. Prendete Valentino Rossi. Una moto. Il numero 46. Il colore giallo. Adesso provate a domandare per le strade, sui social, cosa ne pensa la gente.

La maggior parte degli appassionati risponderà che tutte le sue vittorie sono meritate «Perché è un genio delle due ruote», altri invece inizieranno a raccontare tante storielle e sermoni simili a «Si, però Rossi il canarino ha fatto cadere Marquez nel 2015 ecc». Per la cronaca, canarino è il soprannome dato dai fan anti-Rossi. Bene, nessuno riuscirà mai a mettere d’accordo tra loro tutti i cittadini del mondo, ma colpisce la percentuale dei fan della MotoGP che considera Valentino Rossi la leggenda della due ruote. C’è una spiegazione a tutto questo? Forse si.

Al sottoscritto, per chiarezza, Valentino Rossi non sta né antipatico, né simpatico. Insomma, un pilota come tutti gli altri, ma con un talento maggiore anche dal punto di vista della scaltrezza. Una sorta di pregio, intendiamoci, anche perché al giorno d’oggi se non hai un minimo di furbizia vieni risucchiato nel vortice di chi ti considera scarso e senza personalità. Quello che è accaduto a Sepang lo scorso mese di ottobre, con le relative polemiche proseguite anche a Valencia, hanno messo ancora una volta alla ribalta dei riflettori Valentino Rossi, senza dubbio uscito vincitore dal punto di vista del gradimento dell’opinione pubblica. Molto spesso è stato considerato addirittura poco umile, ma questa frase «Sono il migliore, è vero. Io però penso ancora a migliorare. Quando credi di essere perfetto vuol dire che sei finito», dovrebbero attaccarla su tutte le pareti di scuole e università per farla leggerla ai ragazzi di qualsiasi età.

Malgrado l’importante palmarès, tuttavia, Rossi ha anche un cuore, come si evince da queste sue parole: «Non penso che la moto sia solo un pezzo di ferro, anzi penso che abbia un’anima perché una cosa così bella non può non avere un’anima». Anche per questo, un giorno, potrà dire: «Piacere, Valentino Rossi».

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